Il confronto onesto

Stasera comande su carta. O da stasera, no.

Il blocchetto funziona: lo usiamo tutti da sempre. Ma ha dei costi che non stanno sullo scontrino: passi, errori, attese. Qui li mettiamo in fila, e poi decidi tu, magari con trenta giorni di prova sul campo.

I passi

Con la carta ogni comanda è un viaggio: dal tavolo alla cucina, dalla cucina al banco, e ritorno. In una serata piena sono chilometri, e sono minuti in cui nessuno guarda la sala. Con Servito la comanda viaggia da sola, in un secondo, e il cameriere resta tra i tavoli, dove porta valore.

Gli errori

La grafia sotto pressione, il foglietto che si stacca, la variante detta a voce e persa nel rumore: ogni errore è un piatto rifatto e un tavolo che si raffredda. La comanda digitale arriva scritta chiara, con varianti e allergeni in evidenza, identica a come è stata presa.

I conti

Sommare a mano un tavolo da otto, dividere in quote, ricordarsi il coperto: minuti a testa, a fine pasto, quando il cliente vuole solo andare. Con Servito il totale è già pronto, la divisione è un tocco, e la serata entra da sola nelle statistiche.

I costi

La carta sembra gratis ma si paga in piatti rifatti e giri a vuoto. I gestionali classici invece si pagano in hardware: palmari, postazioni fisse, installazioni. Servito sta nel mezzo giusto: gira sui telefoni che la squadra ha già, con dispositivi illimitati, e la stampa termica resta un'aggiunta facoltativa.

La prova che vale più del confronto

Trenta giorni gratis, senza carta di credito e senza rinnovo automatico: lo metti in campo un weekend pieno e lasci decidere alla sala. Se non ti ha fatto guadagnare tempo, non ci devi niente.

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